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Benvenuti nella storia: La storia (medievale) e le sue declinazioni, dalle fonti ai Festival

Secondo la Treccani, la storia è “un’esperienza ordinata di fatti e avvenimenti del passato, quali risultano da un’indagine critica volta ad accertare sia la verità di essi, sia le connessioni reciproche per cui è lecito riconoscere in essi un’unità di sviluppo.” A noi, di questa “successione ordinata di eventi” ci interessa il periodo medievale, il periodo storico più ambivalente e affascinante che ci sia.

La definizione di Treccani è forse un po’ troppo arzigogolata e non rispecchia pienamente quello che per noi è la storia nella vita di tutti i giorni, perché essa permea tutta la nostra vita anche se noi non ne siamo sempre consapevoli. Noi viviamo di storia, non solo per tradizioni, costumi ed eventi, ma perché la viviamo e la respiriamo costantemente. E di essa abbiamo un’idea precisa, che molte volte si discosta dalla realtà. Questo perché, rispetto al secolo scorso, abbiamo molte più fonti di informazione (e disinformazione) e soprattutto molti più prodotti di intrattenimento a base storica.

Quello che vogliamo fare noi in questi tre giorni, per quanto possibile, è tracciare una strada, una linea guida, che ci permetta di districarci in questo mare magnum che è la “storia” (medievale), analizzandolo e dando spazio alle sue declinazioni, o percezioni dovremmo dire, attraverso tre macro argomenti che agli occhi dei più molte volte si sovrappongono:

  • La storia per com’è realmente: con l’intervento di esperti autorevoli che ci mostreranno qual è il lavoro dello storico, come ci si districa tra le fonti e come si riportano, attraverso l’analisi di diversi casi studio esemplificativi scelti dai relatori;
  • La storia per come la vediamo: il cinema – da quando è nato – ha condizionato il nostro immaginario e grazie al suo modo di comunicare ha consolidato le nostre credenze sulla storia, i suoi personaggi e i suoi avvenimenti. Attraverso una selezione di cortometraggi, in collaborazione con Rai Cultura, vedremo come questo mezzo di comunicazione ha raccontato e veicolato l’immagine di alcuni dei personaggi più famosi del periodo medievale;
  • La storia per come la viviamo e la ricostruiamo: questa forse è la parte più importante perché rende “reale” e tangibile ciò che altrimenti vedremmo solo sullo schermo o sui libri. E proprio per l’importanza di questo punto è bene fare chiarezza, perché c’è molta confusione in merito. Spesso le rievocazioni vengono paragonate a “sceneggiate” senza comprendere lo studio e il lavoro filologico che c’è dietro. Prima di parlare del corso “Il rievocatore come Public Historian” dell’Università di Pisa e patrocinato dall’AIPH, primo corso in Italia dedicato alla formazione dei rievocatori e al riconoscimento del loro lavoro, ci sarà un breve excursus su rievocazione e ricostruzione storica, spiegando cosa sono, come si fanno e che differenza c’è tra loro. A conclusione della tre giorni avremo un intervento del Presidente della White Company Italia, Giuseppe Pugliese, e del portavoce culturale della Compagnia, Jacopo Matricciani (in arte Spadanera), che racconteranno al pubblico la loro esperienza diretta sulla rievocazione, così da permetterci di comprendere nel concreto che tipo di esperienza sia e perché vale la pena farla.